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Bi-Chrome

La storia del rapporto fra la fotografia e la realtà è ricca di incontri e di equivoci. Il bianco e nero, che ha dominato il primo secolo di foto immagini, è stato da noi accolto come la rappresentazione biunivoca del reale; mentre ne è una fortissima astrazione. La corrispondenza di un valore di luce e di un colore con un tono convenzionale della scala di grigi costituisce una delle operazioni visive e mentali più complesse. Eppure è un’operazione che da un secolo e mezzo compiamo automaticamente. L’avvento del colore ha assotigliato questo spazio di astrazione, e nello stesso tempo lo ha complicato. La fotografia a colori  è una rappresentazione così “forte” del reale che siamo portati a saltare il medium ed a scambiare rappresentazione e rappresentato. Se il bianco e nero ,tutto sommato, ci ricorda perennemente, con la sua natura, che quella è un’icona, non la “cosa”, il colore non possiede questo filtro. Enrico Fuochi, una solida carriera di bianco e nero (e di esposizioni) alle spalle, entra nel colore mettendo deliberatamente i piedi in questo campo minato. Il suo è colore intenso, più vero talvolta del vero, eppure le sue inquadrature cono costruite per ricordarci che il colore può essere linea, campitura, astrazione quanto è più del bianco e nero. Sono immagini a soggetto unico e inequivocabile: ciascuna di esse ci ricorda di essere riflessione sulla fotografia, sulla natura del medium, sulla sua verità e sul suo rapporto con la vera realtà. Sono immagini che ci fanno anche riflettere sulla costante sfida che la comunicazione estetica ci pone; una sfida nella quale, dopo 150 anni, non abbiamo ancora trovato un posto stabile alla fotografia. Se l’arte ha come compito quello di esprimere l’esprimibile, di metterci in contatto con l’epifanico, di farci salire al mondo delle idee, quale può essere il ruolo della fotografia, così schiava del reale da farlo trasparire anche nelle immagini semiastratte di Fuochi? L’altro mondo, quello della creazione, può esistere nella rappresentazione fotosensibile del reale? E, se si, allora può esistere nella nostra realtà?

Fabio Amodeo

anteprima di alcune fotografie tra le più significative

 

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® Enrico Fuochi